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Ex Macello, botta e risposta tra Giudici e Bertini

L'ex sindaco di Lugano attacca: "Lo sgombero del centro sociale sarebbe uno sbaglio" - Il vicesindaco: "L'errore sarebbe farsi bloccare dalla paura e non valorizzare l'area"

LUGANO - In quel mare piatto che è la politica di Lugano quest'estate, dal vascello del vecchio sindaco è partito un colpo di cannone. Giorgio Giudici è intervenuto sul futuro dell'ex Macello e naturalmente lo ha fatto a modo suo. Le dichiarazioni che la rilasciato, raccolte da Ticinonline, sono raggruppabili in tre punti: «Sfrattare il centro sociale autogestito – riassumiamo – sarebbe un grosso errore e causerebbe reazioni imprevedibili; le persone che lo frequentano andrebbero apprezzate (anche se Giudici non ne condivide le posizioni) per l'attaccamento che hanno ai loro ideali; bisognerebbe trovare un progetto che preveda la loro permanenza». Parole sorprendenti? Non più di tanto. Il punto è un altro: volutamente o meno, la «bomba» è diretta verso il Municipio e il suo approccio a questo annoso dossier. Sul tavolo c'è un progetto da 26,5 milioni di franchi per la riqualifica e l'inserimento di nuovi contenuti legati al tempo libero, agli eventi e alla cultura. Pur non bocciando in toto il progetto, il centro autogestito si è espresso in modo abbastanza chiaro: «Al di là delle tante parole, qua siamo e qua resteremo». Un bel paletto per l'Esecutivo, che come ultima ratio non esclude lo sfratto. E ritorniamo al monito di Giudici. Abbiamo chiesto un parere al vicesindaco e responsabile del Dicastero polizia Michele Bertini, che invita ad esaminare la questione da una prospettiva diversa. «L'idea principale, che sostengo da quanto ho iniziato la mia attività politica nel 2008 come consigliere comunale, è quella di poter riqualificare l'area dell'ex Macello e donarla a tutti i luganesi. È questo l'obiettivo da tenere a mente, non lo sgombero». Prima o poi però si porrà un problema pratico. E qui Bertini non concorda con il suo storico sindaco. «Se per raggiungere questo obiettivo bisognerà passare da uno sgombero, e questo non è ancora certo, dipende da come evolverà la discussione con gli autogestiti, allora lo affronteremo». 

I particolari sul giornale
Edizione del 13 Luglio 2018 a pagina 10
13 luglio 2018 07:00
Giuliano Gasperi


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