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Niente smartphone a scuola? Ecco cosa ne pensano i deputati-genitori

La proposta di vietare il telefonino alle elementari e alle medie non fa l’unanimità tra i politici

BELLINZONA - Allievi in aula ma smartphone espulso dalla scuola? La proposta lanciata da tre parlamentari PPD, PLR e PS, anticipata martedì dal Corriere del Ticino, non fa l'unanimità tra i deputati che oltre agli abiti del politico vestono anche quelli di genitore.
"È un'idea che mi vede scettica - commenta Sabrina Aldi (Lega) - credo che i divieti assoluti spesso non risolvano i problema". Dello stesso avviso Tatiana Lurati Grassi (PS), per la quale non ci sono dubbi: se alle elementari il telefonino è off-limits, per le medie ci si può accordare. «Penso che a partire da una certa età i giovani debbano essere accompagnati nel conoscere queste nuove tecnologie. Per questo sono contraria a un divieto tassativo durante tutta la scuola dell'obbligo».

A chiedere sì una regolamentazione ma con prudenza è Nicola Pini (PLR) per il quale "un divieto secco non è la soluzione. Ma il tema non mancherà di far discutere". A dirsi favorevole al divieto è invece Nadia Ghisolfi (PPD) per la quale «uno degli obiettivi della scuola è quello di imparare a vivere con gli altri e a relazionarsi. L'uso delle tecnologie permette sì di socializzare, ma in un altro modo. In tal senso credo che durante la scuola il telefonino possa benissimo restare spento".

I particolari sul giornale
Edizione del 12 Settembre 2018 a pagina 8
12 settembre 2018 06:00
Viola Martinelli


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