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"La scuola è un cantiere aperto che deve sapersi adattare"

Il già direttore del DECS Gabriele Gendotti si schiera a favore della sperimentazione de "La scuola che verrà"

BELLINZONA - Gabriele Gendotti scende in campo e spezza una lancia a favore della sperimentazione de «La scuola che verrà». Il già direttore del DECS difende il credito alle urne e i suoi obiettivi: «La scuola è un cantiere aperto che deve continuamente sapersi adattare ai mutamenti in atto» afferma intervistato dal Corriere del Ticino il liberale radicale. Sui referendisti invece afferma: «Dietro questa prova di forza si nasconde un nuovo attacco al primato della scuola pubblica».

Tagliamo la testa al toro. Il 23 settembre Gabriele Gendotti si esprimerà a favore o contro il credito per la sperimentazione de «La scuola che verrà»?
«Mi esprimerò a favore, ci mancherebbe altro. Come fa un liberale, che per definizione non è mai conservatore, ad opporsi ad una sperimentazione in un campo delicato e fondamentale come quello della scuola pubblica? La scuola, come sosteneva Giuseppe Buffi, è per sua natura un cantiere aperto che deve continuamente sapersi adattare ai mutamenti in atto e dare risposte alle nuove aspettative di una società che evolve».

Quali sono le ragioni alla base della sua posizione?
«La necessità, e anche l'opportunità, di valutare nuovi modelli, in parte persino contraddittori fra di loro, per capire se per migliorare l'attuale impostazione sono sufficienti semplici correttivi o debbano essere prese in considerazione anche radicali riforme. Una scuola pubblica che non si mette in discussione, che non si pone della domande critiche sull'efficienza del suo mandato è una scuola di perdenti».

Nel PLR, c'è chi non ha digerito il sostegno del gruppo parlamentare a una riforma da più parti definita «ideologica» e «statalsocialista». Chi muove queste critiche fa strumentalizzazione politica o dice solo la verità?
«Ho l'impressione che l'atteggiamento ideologico sia più da ricercare in quelle persone che si oppongono ad una verifica limitata nel tempo di un nuovo modello. Un referendum contro una semplice sperimentazione credo costituisca una prima mondiale. Ma dietro questa prova di forza, oltre a qualche speculazione elettorale, si nasconde, più o meno sempre da parte delle medesime persone e cerchie, un nuovo attacco al primato della scuola pubblica».

I particolari sul giornale
Edizione del 12 Settembre 2018 a pagina 8
12 settembre 2018 06:00
Massimo Solari


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