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“Meno imposte anche per i cittadini”

Intervista al direttore del DFE Christian Vitta: "Stiamo valutando la possibilità di abbassare il moltiplicatore d'imposta cantonale"

BELLINZONA - Il Governo stacca la spina. Fino ad inizio agosto le riunioni plenarie sono sospese e per i consiglieri di Stato è tempo di vacanze. Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta non fa eccezione. Per fare il punto sul sempre caldo dossier delle finanze e degli sgravi, il Corriere del Ticino lo ha intervistato a tutto campo. Vitta parla di debito pubblico, di capitale proprio negativo e delle mosse per risanare le finanze dopo aver raggiunto il pareggio dei conti. Ma poi annuncia anche una mossa fiscale: «Stiamo approfondendo la possibilità di abbassare il moltiplicatore d'imposta cantonale, riducendo così l'onere fiscale non solo alle aziende ma anche a tutti i cittadini». Una proposta destinata a fare discutere.

Il 3 luglio nel corso della particolare seduta extra muros a casa del presidente Claudio Zali avete affrontato anche il Preventivo 2019 del Cantone. A che punto siete?

«L'elaborazione del Preventivo 2019 sta avanzando secondo la tabella di marcia che ci siamo prefissati. A settembre saremo pertanto in grado di presentare un preventivo che confermerà l'equilibrio finanziario raggiunto in questi ultimi anni».

Veniamo al capitale proprio negativo, a quota -405 milioni per effetto dei deficit cumulati. Come prevede di tornare in superficie?

«Stiamo affinando un piano d'azione per riportare in cifre positive anche il capitale proprio. Per raggiungere questo obiettivo, da un lato si ipotizza un aggiornamento dei valori presenti nel bilancio dello Stato riguardanti Banca Stato e l'Ente ospedaliero cantonale. Per quest'ultimo ente ricordo che, per motivi storici, il capitale di dotazione non è mai stato riportato nel bilancio dello Stato. L'aggiornamento di questi valori dovrebbe permetterci di abbattere il capitale proprio negativo di circa 300 milioni. Dall'altro lato, i restanti 100 milioni potranno essere assorbiti grazie al risultato positivo del 2018 e a quelli che, speriamo, seguiranno negli anni successivi. Ritengo inoltre importante, per il futuro e adottando un approccio lungimirante, costituire anche una riserva, di cui lo Stato potrà disporre nei periodi più difficili».

Dire finanze significa anche parlare di riforme fiscali. A fine aprile, per un pugno di schede (193 voti di scarto) i ticinesi hanno detto sì al progetto fiscale e sociale promosso dal Governo. Politicamente come legge quel sì tanto risicato?

«I temi fiscali hanno sempre diviso il Paese. Nell'ultima votazione il dato che più deve farci riflettere è la bassa partecipazione al voto, dovuta con ogni probabilità al fatto che la materia era molto tecnica».

A Berna si sta lavorando per una riforma fiscale. Il Ticino attenderà questo primo passo prima di muoversi?

«In questi mesi, come già annunciato, il Dipartimento sta lavorando attorno alla seconda tappa della riforma fiscale. Dovremo intervenire sull'aliquota dell'imposta sull'utile delle società (le prime ipotesi di lavoro prevedevano una riduzione a tappe dell'aliquota dal 9 al 6%). Stiamo inoltre approfondendo la possibilità di abbassare il moltiplicatore d'imposta cantonale, riducendo così l'onere fiscale non solo alle aziende ma anche a tutti i cittadini. Questa soluzione permetterebbe anche di limitare l'incidenza della riforma fiscale sui Comuni. Queste modifiche saranno la conseguenza della riforma che verrà adottata a livello federale entro la fine del corrente anno. In seguito, nel corso del 2019, il nostro Cantone sarà in grado di formulare la sua proposta».  

I particolari sul giornale
Edizione del 13 Luglio 2018 a pagina 7
13 luglio 2018 06:00
Gianni Righinetti


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