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Bordate su Cassis dall'USS-Ti: "Non difende il lavoro"

È ritenuta irresponsabile la proposta del consigliere federale di voler rinegoziare le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone

BERNA - Dumping salariale e rapporti con Unione europea. Solleva le perplessità dell'Unione sindacale svizzera (USS-Ti) la proposta del consigliere federale ticinese Ignazio Cassis di rinegoziare le misure di accompagnamento esistenti attualmente tra Berna e Bruxelles, in particolare per quanto riguarda la procedura di notifica del personale estero che lavora nel nostro Paese (VD SUGGERITI).

Cassis, scrive il sindacato in una nota, ha indicato che si potrebbe mettere in discussione la procedura che obbliga i prestatori di servizi esteri ad annunciare i loro dipendenti alle autorità elvetiche almeno otto giorni prima dell'inizio del lavoro. Ebbene, rimarca l'USS-Ti, "questa norma permette una verifica e costituisce una misura di controllo a protezione dei salariati. Rimetterla in questione significa pugnalare i lavoratori e danneggiare quella parte sana dell'economia che rispetta le regole". E ancora: "in particolare, nella realtà ticinese dove dilagano gli abusi, il dumping e dove si calpestano quotidianamente i diritti di chi lavora, l'uscita di Cassis risulta perlomeno irresponsabile. Ci si aspetta altro da chi è stato eletto a Berna per portare la voce del Ticino e non di certo per vanificare gli sforzi di contrasto al dumping salariale".

14 giugno 2018 16:25
Red. Online


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