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“Non è solo un elemento a far scattare l'allarme”

Parla Marina Lang Bindella, dal 2016 psicologa della Polizia cantonale e delle Strutture carcerarie e in prima linea nell'azione per sventare la strage alla Commercio

BELLINZONA - Marina Lang Bindella è la prima psicologa di polizia in Ticino. Classe 1978 e con un passato di 13 anni nell'esercito, dal 1. settembre 2016 affianca gli agenti nelle operazioni più delicate e li sostiene nei momenti di forte stress. Nelle scorse settimane è stata in prima linea nell'azione per sventare la strage che il 19.enne di Bellinzona stava pianificando alla Scuola cantonale di commercio (Vedi Suggeriti). Il Corriere del Ticino l'ha incontrata.

Lei fa parte del gruppo cantonale per gestire le persone pericolose e minacciose. Ce ne può parlare?

«È un nuovo gruppo costituito ad inizio 2017 e nato dalla volontà del capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. In sintesi, ha il compito di prevenire che soggetti che manifestano comportamenti minacciosi o pericolosi passino all'atto. Identificare queste persone cercando di definirne un profilo psicologico e tessendo contatti direttamente o con la loro rete sociale permette di meglio monitorare e prevenire. Il mio ruolo in questo ambito è pertanto quello di aiutare a definire il profilo di personalità e la pericolosità, lavoro che si inserisce nella cultura anticipatoria e preventiva verso la quale si orientano le polizie moderne».

Il caso della Commercio di Bellinzona ha scosso profondamente il Ticino. Quanto incide il fatto che a pianificare un simile gesto fosse un ragazzo appena maggiorenne?

«La vicenda ha evidentemente scosso il Ticino per diversi fattori e ci spinge come polizia ad un continuo sforzo di aggiornamento, studio e analisi di ogni caso in maniera indipendente e approfondita. Il fatto che fosse appena maggiorenne non è tecnicamente sorprendente, la letteratura ci insegna che quella fascia d'età è la più a rischio per gesti simili».

Crede che ci sia un rischio di emulazione?

«In termini generali, le ricerche a questo proposito sono ancora controverse. Dal nostro punto di vista rimaniamo vigili e aperti all'ascolto di chi sente la necessità di segnalare anche solo in forma interlocutoria situazioni potenzialmente pericolose».

Quali sono i segnali che, in generale, fanno suonare un campanello d'allarme? Come si capisce che una persona potrebbe compiere un gesto potenzialmente pericoloso?

«Non è mai un singolo elemento che fa suonare il campanello ma un insieme di fattori che si incrociano con la personalità del soggetto, i precedenti e i cambiamenti improvvisi. Si tratta di accorgersi quando le nuvole si addensano prima del temporale».

In questi casi quanto conta il fattore tempo?

«Conta molto, la raccolta di informazioni deve essere in alcuni casi veloce e al tempo stesso molto precisa per permettere un analisi dettagliata». 

I particolari sul giornale
Edizione del 28 Maggio 2018 a pagina 8
28 maggio 2018 06:00
Viola Martinelli


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