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Rimborsi, tra frizioni che slittano e fiducia nelle autorità

A Piazza del Corriere si è discusso dell'atteggiamento del Consiglio di Stato e delle strategie dei partiti

MELIDE - Dopo aver infiammato l'aula del Gran Consiglio, il dibattito sul caso dei rimborsi spese dei consiglieri di Stato e dell'ex cancelliere ha scaldato anche lo studio di Piazza del Corriere dove, ospiti di Gianni Righinetti, si sono confrontati i deputati Matteo Pronzini (MPS), Ivo Durisch (PS), Alex Farinelli (PLR), Fabio Bacchetta Cattori (PPD) e Michele Guerra (Lega).

«Mi preoccupa che si faccia di un'erba un fascio - ha commentato Farinelli - Pronzini continua a dire che vanno rimborsati due milioni di franchi ma la realtà, al masssimo, parla di qualche decina di migliaia di franchi. Non sfruttiamo le Istituzioni per guadagnarci a titolo di immagine personale». Dello stesso avviso il coordinatore della Sottocommissione finanze per il quale «la vicenda è squalificante: è la prima volta che mi capita di dover esercitare l'alta vigilanza sull'intero Governo». Controllo che, scoppiato il polverone, il PPD aveva proposto di eseguire anche attraverso una Commissione parlamentare d'inchiesta. Ma non sarà stata una strategia per distogliere l'attenzione da un altro caso, quello di Argo1? «La nostra richiesta nasceva dalla serietà della situazione», ha tagliato corto Bacchetta Cattori.

Sollecitato da Righinetti sulle critiche mosse dal vicepresidente del Consiglio di Stato Claudio Zali al procuratore generale John Noseda, Durisch ha rilevato come «è un atteggiamento inadeguato. Non si dovrebbe mai far slittare la frizione in un contesto pubblico. Soprattutto se le stoccate concernano la Giustizia». «Attaccare è la tattica usata da chi è in difficoltà - ha rimarcato Pronzini -ma il punto è che a Noseda non è stata consegnata tutta la documentazione richiesta: se ci fosse stata più collaborazione dal Governo, il caso si chiudeva con il primo decreto. L'Esecutivo dovrebbe abbassare i toni: Noseda li ha salvati». E se il deputato dell'MPS ha ribadito la necessità di rimborsare «i due milioni di franchi ricevuti dal 1999», Guerra ha replicato: «Dai due consiglieri di Stato leghisti in carica come pure dall'ex ministro Marco Borradori c'è la piena disponibilità a rimborsare quanto ricevuto, anche in buona fede, se emergesse che non vi era la necessaria base legale».

14 marzo 2018 06:00
V.M.


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