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Così gli uomini continuano a sfidare la Terra

Incontro domani al LAC di Lugano con il geologo Paolo Cortini e il fotografo Armin Linke - È il terzo del ciclo "La scienza a regola d’arte" organizzato dalla Fondazione IBSA e dal MASI

È già finito l'Olocene (l'era geologica iniziata 11.700 anni fa, che ha accompagnato la nascita della civiltà umana)? E davvero siamo entrati in una nuova era, come sostengono alcuni scienziati internazionali, che propongono di chiamarla Antropocene, perché – dicono – è determinata dai cambiamenti irreversibili imposti dagli uomini alla Terra? Il tema è molto controverso, ma stimolante (e tormentato da un'enorme quantità di fake news che imperversano sul web e sui social). È innegabile che l'impatto dell'uomo sul pianeta abbia conseguenze potenti, in moltissimi casi dannose, ma è veramente possibile misurare in modo affidabile fenomeni chimici e fisici che si intrecciano con straordinaria complessità? Hanno ragione i «negazionisti», come il presidente americano Donald Trump, o gli esperti che lanciano continui allarmi? Ancora, in quale momento della storia le attività umane hanno cominciato a incidere in modo decisivo sull'evoluzione della Terra? A queste domande, e ad altri grandi temi legati al rapporto fra gli esseri umani e l'ambiente, risponderanno domani al LAC di Lugano il fotografo-ricercatore italotedesco Armin Linke e il geologo Paolo Cortini, esperto di spedizioni sul campo, che da anni studia i luoghi in cui la natura ha mantenuto ancora i suoi caratteri di grandiosità, e primordialità, come l'Islanda. L'incontro è il terzo della rassegna «La scienza a regola d'arte», organizzata dalla Fondazione IBSA di Lugano e dal MASI (Museo d'Arte della Svizzera Italiana). L'appuntamento è nella hall del LAC, in piazza Bernardino Luini 6, alle ore 18.15. L'ingresso sarà libero. Condurrà la serata Massimo Polidoro, giornalista, scrittore e segretario del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze. Parteciperà all'incontro anche l'attore Igor Horvat, che leggerà una poesia dello scrittore Alberto Nessi ispirata alle Gole della Breggia, uno dei luoghi-simbolo in Ticino del duro impatto delle attività umane sulla natura. Nessi sarà presente all'incontro.

Tutti i dettagli nel pdf allegato.

 Così gli uomini continuano a sfidare la Terra

15 maggio 2018 09:06
Paolo Rossi Castelli


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