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Le spie straniere che preoccupano il Governo

Aumentano in Svizzera le attività di intelligence attraverso le nuove tecnologie: "Agenti segreti sotto copertura diplomatica"

BERNA - Aumentano in Svizzera le attività di spionaggio attraverso le tecnologie d'informazione e comunicazione, che riguardano la politica, l'economia, la difesa, ma anche le organizzazioni internazionali con sede nella Confederazione.

Lo afferma il Consiglio federale e a questo proposito il ministro della difesa Guy Parmelin, parlando stamane ai microfoni della radio svizzero-tedesca SRF, si è detto preoccupato. Si può osservare, ha affermato, come alcuni paesi cerchino attraverso questi mezzi di meglio proteggere i propri interessi.

Secondo il rapporto di gestione del Governo pubblicato la settimana scorsa, il numero degli agenti segreti che operano sotto copertura diplomatica è notevole. Nel caso di un paese il Consiglio federale sospetta persino che oltre un quarto del personale diplomatico sia legato ai servizi di intelligence. Nel rapporto il paese in questione non viene indicato e oggi Parmelin non ha voluto fornire dettagli in merito.

Stando al Governo, numerosi Stati utilizzano inoltre agenti "itineranti", che giungono in Svizzera per svolgere missioni specifiche. Spesso però l'obiettivo non è direttamente la Confederazione, ma un altro Stato europeo.

Segna una progressione pure il cyberspionaggio ai danni di organizzazioni internazionali, rappresentanze estere e aziende presenti in territorio elvetico. Il Servizio delle attività informative della Confederazione si sta occupando di questo problema e se necessario, ha affermato Parmelin, interverrà la giustizia.

Quanto alle possibili contromisure il ministro della difesa non ha voluto dare indicazioni precise. Si è limitato a dire che esistono diverse possibilità e che la nuova legge in materia darà alle autorità ulteriori mezzi di intervento.

10 marzo 2018 12:40
ats


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