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BLS sopprime 200 posti di lavoro entro il 2023

La compagnia ferroviaria ha l'obiettivo di ridurre progressivamente i propri costi di 50-60 milioni di franchi

BERNA - La compagnia ferroviaria BLS intende sopprimere fino a 200 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno. L'obiettivo è ridurre progressivamente i propri costi di 50-60 milioni di franchi entro il 2023. Il sindacato e l'associazione del personale dei trasporti si oppongono alla misura.

L'azienda non sa ancora come procederà ai tagli degli effettivi e neppure in che misura dovrà procedere a licenziamenti, informa BLS in un comunicato odierno, precisando di aver già avviato il dialogo con i sindacati per elaborare un piano sociale.

"Siamo consapevoli che quest'informazione causerà preoccupazione ai dipendenti e stiamo facendo tutto il possibile per poter fornire precisazioni entro febbraio", afferma il direttore Bernard Guillelmon, citato nella nota.

Per giustificare le misure di risparmio, BLS cita l'aumento delle esigenze della clientela e la pressione sui costi. "Una misura importante per l'aumento della competitività è l'attuazione di un programma di riorganizzazione dei processi e l'aumento dell'efficienza per ridurre i costi per la Confederazione e i Cantoni", scrive l'azienda.

Il programma di risparmio di BLS ha un gusto amaro per il sindacato del settore SEV e l'associazione del personale dei trasporti transfair. In rispettivi comunicati, il primo afferma di opporsi a tutti i licenziamenti e la seconda dice che terrà d'occhio l'azienda durante la ristrutturazione.

"La BLS non solo cancella dei posti, ma peggiora anche il servizio pubblico", spiega la vice presidente del SEV Barbara Spalinger. Il sindacato non sarà uno spettatore impotente; si impegnerà sia per i dipendenti che per il servizio pubblico.

Secondo transfair la pressione della concorrenza non deve essere trasferita sul personale. La concorrenza imposta dalla Confederazione non ha vantaggi per il trasporto ferroviario, ha sostenuto nei confronti di Keystone-ATS il responsabile della sezione trasporti pubblici Bruno Zeller, ma comporta invece che ogni compagnia ferroviaria vuole essere la meno cara e aspira a una riduzione dei costi attraverso programmi di ottimizzazione.

07 novembre 2018 15:16
ats


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