3/5

Martina Hingis a Lugano per il torneo WTA ma non solo

L'INTERVISTA - La tennista sangallese è in Ticino come madrina del Samsung Open e rivela di avere riservato anche un posto alla Resega per i playoff di hockey

LUGANO - Roger Federer l'ha definita una «fonte di ispirazione». E quando glielo ricordano lei sorride. Martina Hingis, il cui gioco aveva attirato anche l'attenzione di un noto romanziere e saggista come Etienne Barilier («Lo stile di una campionessa») è tornata a Lugano come madrina del Samsung Open, il torneo WTA che, fra un piovasco e l'altro, ha finalmente potuto debuttare. Affabile e cordiale, come non l'avevamo mai conosciuta in passato, Martina parla a ruota libera del passato e del presente. "Torno sempre volentieri in questa città e, soprattutto, in questo magnifico club. Al TC Lido avevo conquistato un titolo nazionale giovanile battendo in finale Patty Schnyder. Mi sembra sia trascorso un secolo. Erano i primi anni Novanta".

A 37 anni, fresca di ritiro, la sangallese rievoca i suoi innumerevoli exploit, a incominciare dal suo anno d'oro, il 1997, quando conquistò Australian Open, Wimbledon e US Open, fallendo per poco il Grande Slam. Fu una pioniera del tennis elvetico. Fra ritiri, squalifiche,ritorni, dissidi coniugali, amori più o meno frettolosi e quant'altro, è sempre stata sulle prime pagine dello sport, meritandosi anche un posto nella Hall of Fame del tennis. Venticinque titoli Slam (tra singolari e doppio in 20 anni) non sono uno scherzo. Parla quattro lingue Martina e, nelle ultime stagioni, al fianco delle sue partner preferite, Sania Mirza e Chan Yung-jan, ha imparato un po' di indiano e cinese. Con noi si è espressa in un«pastiche» di tedesco e francese con qualche parolina di italiano.

A Lugano è venuta come testimonial del torneo, ma ci dicono che ha anche un posticino riservato alla Resega per i playoff di hockey su ghiaccio.
"Seguo questo sport con con molto interesse. È una passione che condivido con il mio compagno e che mi coinvolge da quando ero bambina".

Preferisce il Lugano o gli ZSC Lions?
"Questo non lo posso dire. Comunque ho simpatia per il Rapperswil. Mi auguro che possa tornare al più presto in National League".

Parliamo di tennis. Conclusa la carriera di giocatrice, ha abbracciato quella di allenatrice. È in pratica diventata il braccio destro di Heinz Günthardt, il capitano di Fed Cup.
"Proprio in questi giorni ci siamo ritrovati per dicutere di quello che ci aspetta fra un paio disettimane (21-22 aprile) in occasione dello spareggio che la Svizzera giocherà a Cluj-Napoca, in Romania".

I particolari sul giornale
Edizione del 12 Aprile 2018 a pagina 20
12 aprile 2018 06:00
Raffaele Soldati


Condividi