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Lugano e Chiasso contro tutti: stasera l’attesissima assemblea del Team Ticino

A Giubiasco si deve eleggere il nuovo comitato e il presidente del consorzio cantonale - La parola a Flavio Facchin

LUGANO - L'attesa sta per finire. Dopo giorni di punzecchiature, nomi di possibili candidati, congetture e minacce di denuncia (vedi scheda qui a fianco), questa sera alle 18.00 si terrà l'assemblea ordinaria per eleggere il nuovo comitato del Team Ticino. A Giubiasco, nella sede della Federazione ticinese di calcio, il clima – viste le premesse – sarà rovente. Da una parte Lugano e Chiasso, dall'altra Bellinzona, Team Ticino e FTC. Due blocchi distinti e pronti a darsi battaglia. I bianconeri, come noto, pretendono il controllo della formazione cantonale e mirano a disporre della maggioranza; gli altri, invece, vogliono a tutti i costi frenare l'avanzata degli uomini di Cornaredo.
Uno che cercherà di difendere lo «statuS quo» è Flavio Facchin, membro di comitato uscente e rappresentante dell'AC Bellinzona in seno al consorzio cantonale. «È vero, le premesse non sono buone» conferma Facchin. «Ci sono una serie di tensioni sia tematiche sia personali da risolvere. Ma c'è un dato di fatto che mi preme sottolineare e che spesso viene dimenticato: in Ticino ci sono due formazioni che dispongono del calcio d'élite così come autorizzato dall'ASF. Il Lugano, che copre il bacino del Sottoceneri, e il Bellinzona. Il Chiasso, ad esempio, non ha questo tipo di label. Il club granata, a livello di sforzi legati alla formazione dei giovani, ha poco da invidiare al Lugano. Il Bellinzona segue e ottempera tutte le linee guida espresse dall'ASF, dunque abbiamo cercato protezione da parte della Federazione. A mio avviso devono essere rispettate tutte le forze in campo presenti nel nostro cantone. A noi, come ACB, non sta bene che tutta la formazione venga consegnata nelle mani di un unico club (il Lugano, ndr), con tutti i rischi che ne conseguono».

Flavio Facchin, in seguito, chiarisce certi concetti importanti. «Il Bellinzona su alcuni punti non è intenzionato a cedere» spiega. «In particolare, il presidente dovrà obbligatoriamente essere una figura esterna ai club. L'altro aspetto riguarda una preoccupazione: quella del sostegno finanziario del Team Ticino. Ricordo che i club partecipano con meno del 30 percento al budget del consorzio. Il resto è finanziato da ASF e sponsor privati, quasi tutti membri del comitato uscente. Ecco perché un azzeramento dei membri attuali potrebbe portare a una situazione pericolosa per la sopravvivenza finanziaria del consorzio. O a una situazione di squilibrio dove è un solo club a foraggiare il Team Ticino».

I particolari sul giornale
Edizione del 08 Novembre 2018 a pagina 23
08 novembre 2018 06:00
Giona Carcano


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