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Il Valon dei record: “Ma due Mondiali non li sento miei”

Il guerriero rossocrociato si appresta a disputare la sua quarta Coppa del mondo

TOGLIATTI (dal nostro inviato Marcello Pelizzari) - Nel 1994 Valon Behrami era un bambino come tanti. Era l'estate dei Mondiali americani e lui, guardando il Brasile in televisione, si innamorò del calcio. Pensò: «Un giorno magari anche io giocherò in Nazionale». Detto, fatto. Il ticinese si è spinto oltre, dal momento che domenica - a Rostov - disputerà la sua quarta Coppa del mondo. Nessuno come lui, l'uomo dei record.

«Ero un bambino anche in Germania nel 2006» afferma il centrocampista con un sorriso grande così. «Era tutto nuovo e particolare, emozioni fortissime. Con gli anni ho imparato a gestire il grande evento». Il rapporto fra Valon e la Coppa del mondo è stato conflittuale all'inizio. «Fra le mie più grosse delusioni infatti c'è il rosso che rimediai in Sudafrica contro il Cile. Quell'episodio mi fece capire una cosa: che dovevo crescere».

Eccolo, Behrami. Senza filtri. «Mi dite di questo record, ma i primi due Mondiali non li sento miei. Una parte di me vorrebbe dimenticare Sudafrica 2010, forse anche l'avventura in Germania. Anche se nel 2006 ero giovanissimo e sapevo che il mio posto non era fra i titolari. Le mie prime due esperienze al Mondiale mi fecero migliorare come uomo, non come calciatore. Se mi guardo indietro, preferisco tenermi strette le cose belle. Brasile 2014 e poi l'Europeo francese».

I particolari sul giornale
Edizione del 14 Giugno 2018 a pagina 19
14 giugno 2018 05:55
Marcello Pelizzari


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