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Abascal comincia la sua avventura a Lugano

Il tecnico spagnolo: "Dovremo giocare ogni partita con la mente sgombra. La squadra c'è" - Angelo Renzetti parla di Tami e si commuove

LUGANO - Contratto fino al 30 giugno 2018, con la promessa di andare avanti assieme in caso di salvezza. Guillermo Abascal Perez, 29 anni venerdì, ha ufficialmente cominciato la sua avventura a Lugano. L'allenatore spagnolo, fresco di esonero a Chiasso, sostituirà Pierluigi Tami che stamane ha svuotato gli armadietti nel suo spogliatoio e salutato tutti. Il presidente Angelo Renzetti e lo stesso Guillermo Abascal hanno parlato alle 14:15 nella sala est di Cornaredo.

"Siamo qui per presentare il nuovo allenatore" spiega Renzetti. "Ma è doveroso ringraziare il tecnico precedente e il suo staff. Mi dispiace essere arrivati all'esonero, perché parliamo di persone dalla grande professionalità. Ma il calcio è questo. Noi il 21 di febbraio volevamo rinnovare il contratto di Tami. Lui aveva detto di essere contento all'idea di rinnovare. Aveva detto che meglio di noi c'erano soltanto Basilea e Young Boys. Volevamo confermare lo staff in toto. Purtroppo, ripeto, le cose sono andate diversamente. Sono arrivate le sconfitte e non abbiamo più saputo niente da lui. Ma l'idea sua era sempre quella di rinnovare. I risultati hanno a mio avviso cambiato il suo parere". Poi il presidente evidentemente commosso, con le lacrime agli occhi, aggiunge: "Prima di Losanna ho fatto il punto della situazione con Tami. Lui mestamente mi ha comunicato di non voler rinnovare. Si sentiva stanco, già ad inizio stagione era dell'idea di non accettare Lugano. Ma il nostro richiamo a suo tempo era stato troppo forte per lui. Io a quel punto gli ho chiesto di non rivelare nulla all'esterno, mi sembrava un segnale negativo. E poi speravo che tornasse il sereno e lui ricambiasse idea. Così non è stato". 

"Abbiamo telefonato a Zeman - prosegue ancora Renzetti - che conosce tutto di noi ed era pronto a darci una mano. Ma non se la sentiva per motivi personali. Non volevamo qualcuno che non fosse presente con la testa. Voglio essere trasparente. C'era un'altra opzione, Tramezzani. Ci teneva secondo me a tornare. Ci sono stati degli screzi fra noi ma era giusto che valutassi anche la sua candidatura. Ma non è che si possono ripetere gli exploit. Non abbiamo una squadra per il contropiede come ama lui e magari ci manca anche la fortuna. Non potevo rischiare. E magari avrei perso la dignità. Così mi sono restate le opzioni Sforza e Abascal. Mi è dispiaciuto dirgli di no ieri sera tardi. Credo non ci avrebbe dato una mano però. E allora ho deciso per Guillermo, mi ha mostrato qualcosa di nuovo a Chiasso. Ho parlato con nostri ex giocatori ora in rossoblù. Tutti mi hanno detto che è un valore aggiunto. Ci sono due aspetti: è un tecnico alle prime armi calato in una situazione difficile. Fa un gioco che necessita di tempo. Il rischio deriva da questi due fattori. Ma ha trovato una persona in me dalla soglia di rischio alta. Gli do questa chance. Credo porterà entusiasmo".

È poi la volta di Abascal, che esordisce con parole rivolte proprio a Renzetti: "Innanzitutto ringrazio il presidente per le sue parole". E poi aggiunge: "Credo tantissimo nel progetto. È ovvio, sono convinto che si farà la salvezza. Altrimenti non avrei accettato di aiutare il Lugano. Ho i miei modi di vedere il calcio e le mie idee. Ci ho provato a Chiasso, ora devo solo lavorare sodo in queste sei settimane e ripagare la società della fiducia. Dovremo giocare ogni partita con la mente sgombra e la voglia di difendere questa maglia. Questa è stata una bella stagione finora, purtroppo è stata rovinata dagli ultimi risultati. Ma la squadra c'è".

10 aprile 2018 14:02
M.P.


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