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Una battuta, un sorriso e uno sfottò

I segreti ticinesi della Nazionale svizzera al centro dell'ultima puntata di Piazza del Corriere prima della pausa estiva

Un po' di colore, non solo il bianco e il rosso della maglia svizzera, ieri sera, martedì 12 giugno, per l'ultima puntata prima della pausa estiva di Piazza del Corriere. Al centro della trasmissione condotta da Gianni Righinetti su TeleTicino il ritiro della Nazionale a Lugano, il terzo in soli due anni. Il segreto del successo del soggiorno luganese è stata la «grande collaborazione tra settore pubblico e privato», ha dichiarato il municipale di Lugano Roberto Badaracco. Se il pubblico ci ha messo del suo, «mettendo a disposizione le strutture di Cornaredo» – come ha detto il direttore della Divisione sport della città Roberto Mazza – sul fronte dei privati è stato importante il ruolo giocato dall'Hotel Villa Sassa, ormai «casa luganese» della selezione allenata da Petkovic. «Offriamo un'accoglienza non invadente – ha spiegato in collegamento telefonico con Melide il direttore Francesco Bobbià – e siamo fieri di poter ospitare la Nazionale ». In studio anche il parlamentare PPD Lorenzo Jelmini. Ospite non in qualità di politico, ma piuttosto di grande appassionato di calcio, Jelmini non ha risparmiato una frecciatina anche ai «cugini» italiani che quest'anno non sono riusciti a staccare il biglietto per la Russia. «Penso che quasi tutti i ticinesi si siano concessi un sorriso quando hanno saputo della mancata qualificazione dell'Italia», ha scherzato Jelmini. Ma l'assenza dell'Italia dal Mondiale «avrà ripercussioni anche sulle piazze ticinesi – ha detto dal canto suo Mazza – non solo per quanto riguarda l'ambiente, ma anche le entrate degli esercizi pubblici ». In collegamento da Togliatti, sede russa della Svizzera, l'inviato del Corriere Marcello Pelizzari. «Qui l'estate sembra ancora lontana, ma dicono che il caldo arriverà presto e lo speriamo – ha raccontato Pelizzari – anche perché Togliatti non offre molti svaghi». Solo «casermoni » ha scherzato l'inviato che «si stagliano su un paesaggio naturale molto suggestivo ». Un tocco di ironia alla puntata è stato aggiunto dalla giornalista del CdT Chiara Nacaroglu, che ha seguito la «Nati » nel suo soggiorno luganese. Un aneddoto? «Ho molti autografi sulla maglia della Svizzera che indosso, ma non so di chi siano esattamente», ha detto ridendo.

13 giugno 2018 10:34
Red. Online


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