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Migranti, intesa a tre contro gli sbarchi

Nasce a Innsbruck l'asse dei "volenterosi" tra Italia, Germania e Austria - Matteo Salvini: "Il mio problema è oggi non tra qualche mese"

INNSBRUCK - Nasce ad Innsbruck l'asse dei sovranisti "volenterosi" Italia-Germania-Austria con una missione chiara, ma non semplice: bloccare gli sbarchi di migranti in Europa. L'intesa nel corso di un trilaterale tra il ministro Matteo Salvini, il falco bavarese Horst Seehofer ed il padrone di casa Herbert Kickl, prima della riunione informale dei ministri dell'Interno Ue. Non tutti gli altri Paesi si sono però poi messi in scia e lo stesso commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha parlato di "discussione franca" al vertice, ricordando che "non siamo più in emergenza migratoria".

Il premier italiano Giuseppe Conte, da parte sua, sta lavorando ad una lettera diretta al presidente della Commissione Jean Claude Juncker per "incalzare l'Europa sull'attuazione di quei principi innovativi sull'immigrazione emersi dal Consiglio europeo".

Dalla riunione informale non erano attese decisioni. Ma il primo appuntamento della presidenza austriaca di turno dell'Unione è servita a Vienna per intestarsi un "cambio di paradigma" nelle politiche migratorie, come ha sostenuto il ministro Kickl. Che ha fatto fronte con Salvini e Seehofer per annunciare l'intenzione di "mettere ordine" in un settore "dove da tempo l'ordine non c'è stato" e far giungere sul Vecchio Continente "solo coloro che effettivamente scappano da guerre". Una nuova riunione a tre è in programma a Vienna il 19 luglio.

Salvini si è presentato ad Innsbruck con il suo pacchetto di proposte: condivisione dei costi dei migranti che sbarcano in Italia, aiuti alla Libia, da considerare porto sicuro, revisione delle missioni europee Sophia e Frontex per evitare che tutti i soccorsi finiscano in Italia, accelerazione sui rimpatri, intervento sulle navi ong.

Alla fine, ha osservato, "c'è piena soddisfazione per gli impegni presi, ma ora mi attendo fatti, perché degli impegni assunti dall'Unione negli ultimi anni sono pieni i cassetti". Ecco perché, nel corso della sessione plenaria, quando si è parlato di 10mila guardie di frontiera Frontex nel 2020, il ministro ha preso la parola per chiedere atti concreti subito: "È giusto ragionare su quello che accadrà tra qualche mese - ha sottolineato - ma in Italia stanno arrivando altri due barconi con centinaia di migranti. Il mio problema è oggi non tra qualche mese".

Il "problema" di Salvini - che ha anche avuto un bilaterale "non in sintonia" col collega francese Gerard Collomb - è rappresentato dalle presenze illegali. "Negli ultimi anni - ha ricordato ai colleghi con un esempio - sono arrivati dalla Nigeria 60mila migranti, nella stragrande maggioranza dei casi non profughi e siamo riusciti ad espellerne 700. Quindi voi capite che l'Italia ha un pregresso di 500mila clandestini e se non riusciamo ad espellerne più di 10mila l'anno ci mettiamo 50 anni a recuperare il passato".

Ed ecco che quindi, forte di questi numeri, il ministro ha respinto "con gentilezza" la richiesta di Seehofer che voleva 'ridargli' i migranti registrati in Italia e poi finiti in Germania. "Qualunque discorso sulle riammissioni - ha aggiunto - verrà dopo la soluzione dei problemi italiani".

Ma contro la narrativa italo-tedesco-austriaca che drammatizza il dossier migratorio si è espresso Avramopoulos, dando anche lui i numeri: "Non siamo più - ha affermato - in un'emergenza migratoria: nel 2015 c'erano stati 1,8 milioni di arrivi in Europa, lo scorso anno duecentomila e quest'anno ancora di meno". Il commissario europeo ha inoltre messo i puntini sulle i in merito ad eventuali centri per migranti da allestire fuori dall'Ue: "non stiamo delegando alcuna responsabilità, i nostri progetti futuri rispetteranno la Convenzione di Ginevra: vogliamo ridurre i viaggi pericolosi ed i morti. Sulle piattaforme per l'accoglienza nulla sarà imposto né fuori né dentro l'Europa".

12 luglio 2018 20:36
ats


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