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Brexit: continua l'ondata di dimissioni

Con la svolta negoziale soft lasciano anche i vicepresidenti Tory Maria Caulfield e Ben Bradley

LONDRA - Dimissioni anche nella macchina organizzativa del Partito Conservatore britannico contro la svolta negoziale più morbida di Theresa May sulla Brexit. Ad annunciarle sono stati oggi due 'brexiteers' emergenti, Maria Caulfield e Ben Bradley.

Entrambi erano stati nominati appena pochi mesi fa dalla stessa premier e leader Tory nell'ambito di un precedente rimpasto, che aveva coinvolto i vertici del partito. Caulfield era stata indicata come vicepresidente delegata alla guida del movimento femminile Tory; Bradley, deputato appena trentenne, ma già coinvolto in diverse controversie per il suo spirito polemico, come vicepresidente responsabile dei giovani.

Un nuovo consiglio dei ministri per ripartire: indebolita, ma con una squadra più leale, Theresa May si mostra decisa a resistere, o almeno a galleggiare, dopo il clamoroso abbandono della nave di governo da parte di David Davis e Boris Johnson, e malgrado i venti di ribellione contro l'annuncio della sua 'svolta' negoziale più soft sulla Brexit (vedi suggeriti).

Il rimpasto ha prodotto se non altro una compagine dall'immagine più moderata e meno indocile, in particolare con la promozione agli Esteri del pragmatico Jeremy Hunt al posto di Johnson. Ma May si è coperta le spalle anche sul fronte euroscettico, indicando come nuovo ministro per la Brexit una stella nascente dell'ala Tory più risoluta sul divorzio da Bruxelles come Dominic Raab. E spera di poter tenere a bada i rivoltosi sbandierando di fronte all'assemblea dei deputati del gruppo Conservatore ai Comuni il solito spauracchio: o vi tenete il mio governo o si finirà per andare a elezioni anticipate per aprire probabilmente le porte di Downing Street al Labour neo-socialista di Jeremy Corbyn.

10 luglio 2018 18:56
ats


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