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Aquarius e comunali, il lunedì d'oro di Salvini

Il ministro dell'Interno italiano ha tenuto una conferenza stampa a Milano tracciando un bilancio positivo dei suoi nove giorni al Governo - Importante affermazione anche nelle Comunali

MILANO/ROMA (articolo aggiornato alle 23.30) - Nove giorni al Viminale "valgono come 9 anni: sono invecchiato". Si sentirà addosso anche qualche anno in più dei suoi 45, ma il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, sorride felice ed alza il pollice in segno di vittoria nella conferenza stampa convocata lunedì pomeriggio alla sede della Lega Nord di via Bellerio a Milano. La nave Aquarius con 629 migranti a bordo avrebbe preso la via della Spagna, e il Carroccio fa il pieno alle Comunali. È una grande giornata per il vicepremier e titolare del Viminale, dopo un weekend di preoccupazione. In serata, tuttavia, la seguente segnalazione: "Allo stato attuale Aquarius non può andare in Spagna". È quanto sosterebbero i membri del team di Sos Mediterranee a bordo di Aquarius, secondo quanto riferisce in un tweet Anelise Borges, la giornalista di Euronews anche lei imbarcata sulla nave.

"Non è sicuro per la nave, per l'equipaggio e per le persone soccorse" ed aggiunge sottolineando che il tempo sta peggiorando e dunque "sarebbe un rischio per tutti a bordo".

L'hashtag lanciato ieri dal ministro, #chiudiamo i porti, a sostegno della sua decisione di non far sbarcare in Italia la nave di Sos Mediterranee, gli aveva attirato critiche e dall'opposizione, dall'Europa e dalla Chiesa. "Ma le minacce e gli insulti dei buonisti mi danno più forza", spiega esultando dopo l'annuncio del premier spagnolo Pedro Sanchez che ha accettato di farsi carico della Aquarius. Una decisione che per il ministro dell'Interno conferma l'efficacia della sua linea dura sull'immigrazione, in continuità con la posizione tenuta in campagna elettorale. Una linea che paga anche in termini di consenso popolare, riflette, citando i risultati delle elezioni comunali di ieri che hanno fatto segnare un'avanzata della Lega ovunque.

La scommessa del leader leghista - ministro non solo di ufficio ma anche "di piazza" - finora sta dunque dando frutti. Dismessa la felpa in favore di completi ministeriali, Salvini non ha cambiato toni e contenuti delle sue esternazioni. Conferenze stampa, tweet, dirette facebook con le consuete parole d'ordine: "la pacchia è finita", la Tunisia "esporta galeotti", Malta "se ne frega", le ong sono "vicescafisti", i migranti "finti profughi". Strappi e spallate che stanno ad indicare che la ruspa non è in garage e che hanno anche creato qualche preoccupazione nelle ovattate stanze del Viminale, abituate allo stile opposto di comunicazione del precedente inquilino, Marco Minniti.

"Stiamo facendo di più noi in una settimana che la sinistra in sette anni", ha riassunto su Facebook, replicando alle critiche ed annunciando i suoi prossimi passi sul fronte migranti: un viaggio in Libia, dove conta di spingere sulla creazione di porti sicuri e campi profughi per frenare le partenze. Uno scossone alle alleanze in seno alla Ue perchè "la Commissione adempia finalmente ai suoi doveri nei confronti dell'Italia".

Il ribaltamento della strategia dell'accoglienza in Italia, dove punta sulla creazione di Centri di permanenza per il rimpatrio per "riuscire finalmente a mandare via chi non ha diritto a stare qui". E torna d'attualità la lista delle caserme dismesse chiesta a suo tempo al ministero della Difesa. Ci sarà poi il taglio dei 35 euro al giorno garantiti alle cooperative che gestiscono i centri per ogni migrante accolto: "voglio vedere - spiega - se i solidali per professione continueranno ad esserlo con meno soldi in tasca". Una strategia a tutto campo, dunque, che prevede di tenere sempre l'acceleratore premuto, anche in funzione di deterrenza in vista di un'estate che si annuncia complicata sul fronte dei flussi migratori.

LE ELEZIONI COMUNALI IN PIÙ DI 700 COMUNI

Il partito più antico, la Lega, tracima nel Nordest prendendosi Treviso e Vicenza, trascinando un centrodestra ormai quasi egemonizzato, ma si radica sempre più anche al centro, con il caso eclatante di Pisa. Nella città toscana tradizionalmente progressista Michele Conti va al ballottaggio contro il centrosinistra di Andrea Serfogli.

La prima forza è sempre l'astensionismo, intorno al 40% e in genere non così alto alle amministrative; stavolta è però meno accentuato al Sud rispetto al Nord, a paragone di altre tornate, fa sapere l'Istituto Cattaneo. Quest'ultimo certifica la crescita ulteriore del centrodestra a trazione leghista, la tenuta complessiva di Pd e alleati, le difficoltà locali del M5S. Gli elettori del MoVimento rispetto alle politiche fanno scelte opposte in due città chiave, Brescia a Vicenza: nella prima vanno col centrosinistra, nell'altra col centrodestra. Ma oltre il 50% di loro si astiene.

Un possibile fattore è la delusione, specie di quelli provenienti da sinistra, per il 'contratto' con la Lega e la linea durissima sui migranti. I pentastellati pagano non solo la cronica carenza di quadri a livello locale, ma forse anche un Luigi Di Maio costretto a inseguire la turbopolitica di Salvini. Ma per il capo politico e vicepremier "Davide continua a vincere contro Golia" e la rappresentazione dei media è falsata.

Il Pd si appunta la medaglia della riconferma di Emilio Del Bono a Brescia, in una terra ostica. Di fronte all'ascesa dei salviniani il centrosinistra tiene qua e là, facendo dire all'ex premier dem Paolo Gentiloni che il partito "non è morto". Il segretario reggente Maurizio Martina parla di "risultati incoraggianti per una nuova stagione". Il centrosinistra approda al secondo turno tra l'altro ad Ancona - unico capoluogo di regione al voto - e Avellino. Prosegue però inesorabile l'erosione delle roccaforti rosse. A Siena il Pd rischia il municipio al ballottaggio. Sia i democratici che Forza Italia pagano il fenomeno dilagante delle liste civiche, ma secondo l'Istituto Cattaneo "a livello locale il bipolarismo regge".

Quanto a Forza Italia, se al Nord versa un dazio forte alla Lega, tiene in certe zone del Sud, come in Sicilia o ad Afragola (Napoli). A Imperia l'ex ministro e ras azzurro Claudio Scajola va al ballottaggio da solo contro il centrodestra di Luca Lanteri. Significativo il risultato del Lazio, dove M5S perde dei Comuni, ma a Pomezia esclude lo 'scomunicato' Fabio Fucci dal ballottaggio. Nella capitale il Movimento resta fuori corsa nei due Municipi al voto anticipato. Un avviso a Virginia Raggi.

Toninelli: serve la solidarietà internazionale

"La Spagna con un grande atto di responsabilità si prenderà carico di questi primi 629 migranti: speriamo che lo facciano altri ancora". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, al termine del vertice di maggioranza. "Chiediamo solidarietà internazionale. Facciamo un appello a tutti di agire nel brevissimo termine affinché altri Paesi dopo la Spagna aprano i porti".

11 giugno 2018 20:42
ats


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