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Il Pulitzer per gli scoop su #MeToo

Vinto dal New York Times e dal New Yorker per i servizi sul caso Harvey Weinstein - Kendrick Lamar primo rapper nella storia a vincere il prestigioso premio

NEW YORK - Il New York Times e il New Yorker hanno vinto il Premio Pulitzer per il servizio pubblico grazie agli scoop sul caso Harvey Weinstein. I vincitori del più prestigioso premio giornalistico americano sono stati annunciati ieri alla Columbia University e "mostrano la forza del giornalismo Usa durante un periodo di crescenti attacchi", ha detto Dana Harvey, la nuova amministratrice dell'equivalente degli Oscar per il mondo dei media.

Il New York Times e il Washington Post hanno a loro volta vinto il Pulitzer per il giornalismo di politica interna: sono stati premiati per le inchieste sull'influenza di Mosca sulla campagna elettorale americana e le sue ripercussioni sull'elezione di Donald Trump, che spesso definisce i due quotidiani "fake news".

Dal canto suo, Kendrick Lamar ha vinto il Pulitzer per l'album "Damn". Lamar, un rapper, è il primo musicista non classico né jazz a vincere il riconoscimento nei 102 anni di storia del premio.

Andrew Sean Greer ha vinto i Pulitzer per la Fiction con "Less", pubblicato in italiano da La nave di Teseo. Protagonista del romanzo è uno scrittore fallito alla soglia dei 50 anni che, dopo esser stato mollato dal compagno, si imbarca in un improbabile giro del mondo accettando gli inviti di un festival letterario dietro l'altro.

Tra gli altri vincitori delle sezioni non giornalistiche dei premi, Martyna Majok ha ottenuto il Pulitzer per il teatro con "Cost of Living". Carolyn Fraser con "Prairie Fires" ha vinto per biografia di Laura Ingalls Wilder, l'autrice di Piccola Casa nella Prateria.

  

17 aprile 2018 06:53
Red. Online/ats


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