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“Evitiamo la terza guerra mondiale”

L'intervento militare voluto da Trump in Siria non ha mancato di sollevare polemiche anche negli Usa – Il REPORTAGE tra le strade di Filadelfia

FILADELFIA (USA) – Si sono organizzati nello spazio di una notte per scendere in strada e condannare con veemenza l'azione intrapresa in Siria dal governo americano e dai suoi alleati. Ieri nelle principali città americane, da New York a San Francisco, passando per Washington, non sono mancate le proteste da parte di quegli statunitensi che non credono negli interventi militari del proprio Paese e ne chiedono l'arresto immediato.

"Importante scendere in strada"

In un caldo sabato, che sa già di estate, sono quasi le ore 13 quando, nei pressi del municipio di Filadelfia, incontriamo May, attivista 23enne. Ad attirare la nostra attenzione, l'artigianale ma accattivante cartello che porta fiera tra le mani: "No alla guerra in Siria", con una colomba portatrice di pace che ricorda però tanto pure l'icona di Twitter, social media preferito di Donald Trump. Alla spicciolata a Dilworth Park arrivano altri manifestanti, che si armano ben presto di cartelli e volantini, sotto la guida degli organizzatori dell'evento. Dopo l'annuncio del presidente statunitense venerdì sera, nel giro di pochi minuti i responsabili del Workers World Party, in collaborazione con altre organizzazioni pacifiste o anti-imperialiste della sesta città più popolosa degli Stati Uniti, hanno organizzato per l'indomani una protesta volta a manifestare il dissenso verso la scelta operata dal Governo. A onor del vero, i manifestanti accorsi sono stati solo una cinquantina, ma per chi c'era è stata comunque una soddisfazione visto lo scarso preavviso. Sebbene l'effetto di queste rimostranze sull'opinione pubblica sia tutto da dimostrare, la nostra interlocutrice ci spiega di essere convinta dell'importanza di sfilare per strada tra la gente: "Qualcuno che magari non sa nulla di quanto stia succedendo questa sera rientra a casa e si informa."

"Una manifestazione per l'umanità"

Difficile cogliere l'umore della gente per strada: l'accoglienza verso i manifestanti sembra tiepida, ma sicuramente non indifferente. Alcuni passanti leggono i volantini, altri scattano delle foto o si uniscono ai cori, mentre dalla strada arrivano dei colpi di clacson. Non manca tuttavia chi scuote la testa o dribbla abilmente gli attivisti che, criticando anche tutti gli altri interventi militari degli Stati Uniti, proclamano di volere scongiurare il rischio di vedere scoppiare una terza guerra mondiale. "Questa non è una manifestazione per la Siria, ma per l'umanità".

  

15 aprile 2018 13:24
Omar Cartulano


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