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Theresa May: “Un attacco legale e giusto”

La premier britannica parla del bombardamento in Siria condotto con Usa e Francia: "Si mira a dissuadere dal barbaro uso delle armi chimiche"

LONDRA - La premier conservatrice britannica Theresa May ha definito "legale e giusto" l'attacco di stanotte contro la Siria, giustificandolo sulla base dei "precedenti del regime siriano nell'uso di armi chimiche".

Gli attacchi di stanotte mirano a "dissuadere dal barbaro uso delle armi chimiche in Siria e oltre". Lo afferma la premier britannica Theresa May legando indirettamente i raid al caso dell'avvelenamento a Salisbury dell'ex spia russa e di sua figlia e lanciando così un monito a Mosca. "L'uso recente di un agente nervino nelle strade del Regno Unito è parte di uno stesso cammino", dice, e i bombardamenti sulla Siria "manderanno anche un chiaro segale a chiunque creda di poter usare armi chimiche con impunità".

May ha poi difeso la sua scelta di sfuggire ad un dibattito parlamentare sull'intervento militare, come sollecitato in particolare dall'opposizione laburista, invocando ragioni di tempistica e di sicurezza: "Io credo che sia stato giusto agire come abbiamo fatto e nei tempi in cui lo abbiamo fatto in relazione a valutazioni di sicurezza operativa".

Secondo la premier britannica è stato "un attacco limitato, mirato e con chiari paletti", sottolineando che sono stati colpiti solo obiettivi specifici e insistendo sulle "indicazioni, anche d'intelligence" sull'asserita responsabilità di Damasco nel presunto attacco chimico di Duma.

Rispondendo a una domanda specifica, nel corso di una conferenza stampa a Downing Street, la premier Theresa May ha poi negato che vi siano stati contatti preventivi con Mosca sull'attacco di stanotte, almeno da parte del suo Paese: "Il Regno Unito non è stato coinvolto in nulla del genere. Ma è stata fatta un'approfondita e appropriata pianificazione prima di questa azione per assicurare di poterne minimizzare l'impatto sui civili".

Fonti della sicurezza britannica parlano a loro volta di attacchi "attentamente calibrati", mentre il ministro della Difesa, Gavin Williamson, li definisce "di grande successo" e sostiene che in base a "tutte le indicazioni" si può concludere che il potenziale delle forze governative di Bashar al-Assad è stato "indebolito".

La partecipazione britannica all'attacco di stanotte contro la Siria si è limitata a quattro Tornado. Lo ha confermato la premier Theresa May nel briefing tenuto stamattina a Downing Street di fronte ai media.

May ha confermato pure che i 4 jet della Raf hanno lanciato in particolare missili contro una installazione militare siriana a 15 miglia da Homs dove gli alleati occidentali sostengono che Damasco abbia conservato uno stock di armi chimiche in violazione agli impegni presi di fronte all'Opac - e con Russia e Usa - nel 2013.

La premier britannica ha rivendicato la scelta di partecipare all'attacco sulla Siria con Usa e Francia senza aspettare i risultati dell'indagine avviata sui fatti di Duma dall'Opac, l'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche. "Abbiamo fatto ogni sforzo nell'ultima settimana per valutare quanto accaduto sul terreno e penso fosse importante agire una volta raccolte le informazioni che ci hanno portato a ritenere l'azione necessaria", ha detto in risposta alla contestazione di un giornalista tedesco a margine del briefing di oggi a Downing Street.

May ha del resto precisato che l'attacco non è "solo una risposta a quanto accaduto a Duma, ma a un quadro più ampio".

La premier britannica ha in ultimo ribadito che avrebbe preferito un altro scenario, concludendo tuttavia che "non c'era alternativa" all'uso della forza.

14 aprile 2018 12:43
ats


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