3/5

Credit Suisse raddoppia l'utile netto nel secondo trimestre

"È un'ottima performance" commenta il CEO dell'istituto bancario Tidjane Thiam - Ricavi operativi in crescita e costi ridotti

ZURIGO - La ristrutturazione di Credit Suisse continua a dare i suoi frutti: nel secondo trimestre la grande banca ha più che raddoppiato l'utile netto, a 647 milioni di franchi (+114% rispetto allo stesso periodo del 2017). Anche l'afflusso netto di capitali è stato positivo. Le prospettive per il resto dell'esercizio sono però caute.

L'utile ante imposte (EBT) è cresciuto dell'81% a 1,05 miliardi di franchi. I contributi maggiori sono stati forniti dalla Banca universale svizzera (553 milioni, +10%), dalla gestione patrimoniale internazionale (433 milioni, +19%) e dalla divisione Asia Pacifico (+15% a 217 milioni di franchi). Al netto di svariati fattori l'EBT è salito dell'88% a 1,3 miliardi, si legge in una nota odierna.

La progressione è stata nettamente meno marcata sul fronte dei ricavi, saliti del 7% a 5,60 miliardi di franchi. Gli oneri si sono attestati a 4,47 miliardi (-2%), risulta quindi un rapporto tra costi e introiti (Cost-/Income-Ratio) del 79,9%. La quota di fondi propri CET1 è tuttavia lievemente scesa, dal 12,9% di fine marzo al 12,8%, lo stesso livello di fine dicembre 2017 mentre il CET1 leverage ratio è aumentato di 0,1 punti al 3,9%.

Le cifre superano in tutti gli ambiti le attese degli analisti interrogati dall'agenzia AWP: l'utile netto era previsto a 612 milioni, l'EBT a 894 milioni, i ricavi a 5,35 miliardi e gli oneri a 4,34 miliardi di franchi. Di conseguenza il titolo di Credit Suisse è molto richiesto alla Borsa svizzera.

Citato nel comunicato, il CEO Tidjane Thiam si mostra molto soddisfatto: "abbiamo di nuovo registrato un'ottima performance nel secondo trimestre. Abbiamo realizzato il miglior utile ante imposte senza fattori straordinari degli ultimi dodici trimestri e abbiamo accresciuto l'utile netto su base annua per il settimo trimestre consecutivo".

Nelle gestione patrimoniale, nuova priorità strategica della grande banca, l'afflusso netto di di denaro è stato di 15,4 miliardi, contro 12,1 miliardi nello stesso periodo del 2017. I patrimoni in gestione ammontavano a 1398,4 miliardi a fine giugno, l'1,4% in più di tre mesi prima e il 7% in più di giugno dell'anno scorso.

Nell'ambito della ristrutturazione, giunta al terzo anno dei tre previsti, nel primo semestre 2018 sono stati effettuati risparmi netti supplementari pari a mezzo miliardo di franchi. Credit Suisse si considera sulla buona strada e conferma l'obiettivo di portare la base dei costi al di sotto dei 17 miliardi entro la fine dell'anno.

Nel capitolo delle prospettive l'istituto si mostra prudente, allo stesso modo di UBS una settimana fa: nel resto del 2018 ci dovrebbero essere "fasi di elevata incertezza" a causa degli sviluppi geopolitici e delle tensioni commerciali globali nonché degli effetti dei cambiamenti nella politica monetaria delle banche centrali. Il numero due bancario elvetico intravvede comunque un potenziale di crescita in diversi settori e si considera sulla buona strada in relazione all'obiettivo di capitale proprio.

Stando a Thiam nella seconda metà dell'anno Credit Suisse intende concentrarsi sull'ampliamento degli affari di gestione patrimoniale e la conclusione della ristrutturazione. Per il 2019 e oltre si punta a "un ulteriore miglioramento della redditività, un aumento dei rendimenti e un crescente valore per gli azionisti".

31 luglio 2018 07:55
ats


Condividi

Prossimi articoli

Per le Borse il vento è cambiato?

Gli scossoni che interessano i mercati azionari saranno al centro del dibattito questa sera a Index su TeleTicino
Banche

Pensionamento: la ricerca della giusta combinazione

Prelievo del capitale o rendita mensile? La decisione va ponderata con accuratezza e l’aiuto di specialisti - Per trovare la soluzione migliore per sé e la famiglia è però fondamentale affrontare la questione per tempo
Banche