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Niente spiaggia, per i partiti è tempo di studiare le tattiche

A Piazza del Corriere svelate le prime mosse in vista delle elezioni del 2019 - Nessuna lista congiunta tra PS e Verdi, il PPS sonda la base, Lega e UDC si studiano e il PLR punta alla prossimità

MELIDE - Manca poco più di una settimana e poi, per gli allievi del Ticino, suonerà la campanella che darà inizio alle vacanze estive. Per i politici, invece, è tempo di fare i compiti e studiare la strategia vincente da adottare in vista delle elezioni del 2019. Tanti i temi caldi che animeranno la campagna: dall'unione delle liste al caso Argo 1, passando poi per la scuola e il mercato del lavoro. Di questo e molto altro ancora si è discusso a Piazza del Corriere dove ospiti di Gianni Righinetti si sono confrontati i presidenti Bixio Caprara (PLR), Fiorenzo Dadò (PPD), Igor Righini (PS), Piero Marchesi (UDC), Ronnie David (co-coordinatore dei Verdi) e il deputato della Lega Michele Guerra.

E se per il numero uno dell'UDC «occorre ragionare sui temi e non tanto sulle alleanze perché al cittadino interessano le soluzioni ai problemi», per Dadò è tempo che i partiti storici facciano una «riflessione al loro interno. Siamo in una fase di transizione e occorre rivoluzionarsi. La verità è che il popolo preferisce delle idee - forse anche irrealizzabili - piuttosto che il solito brodo nel quale si rigirano i partiti. Le forze politiche sono tutte in calo e a diminuire è in primis la partecipazione: il punto non è che il cittadino non vuole votare. È che non sa cosa votare».

Ma se in casa UDC non sono ancora iniziate le trattative con la Lega per capire se presentarsi fianco a fianco alle elezioni del 2019, ad aver già fatto la propria scelta sono i Verdi. «Noi ci batteremo da soli sia per l'Esecutivo che per il Gran Consiglio - ha annunciato David - vogliamo presentare un'alternativa al cittadino e in questo senso ci sembra che il PS abbia qualche difficoltà a gestire il suo essere sia partito di Governo che all'opposizione». Un tema, quello del PS di domani, che verrà discusso in occasione della tradizionale festa al Ceneri in agenda domenica. Ma allora, ha chiesto Righinetti, il PS teme che possa nascere una forza alternativa? «Non è una novità che il ForumAlternativo voglia proporsi come forza di riflessione senza però correre alle elezioni», ha ribattuto Righini che sulle divisioni interne tra presidente e consigliere di Stato taglia corto: «I disaccordi sono basati su fatti reali. Penso ad esempio alla Riforma fiscale e sociale che ha visto me e Manuele Bertoli schierati su fronti opposti. Ma il PS è un partito che agisce nella trasparenza e non saranno queste divisioni a spaccarci. Semplicemente, le tossine si smaltiscono con il tempo».

 

 

I particolari sul giornale
Edizione del 06 Giugno 2018 a pagina 9
06 giugno 2018 06:00
V.M.


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