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Kubi torna sul palco: “Non mi aspettavo questo successo”

Lo spettacolo che racconta la vita di Kubilay Türkyilmaz di nuovo in scena a Bellinzona questa sera, 7 giugno - L'intervista all'ex bomber della Nazionale svizzera

BELLINZONA - Andata e ritorno per "Kubi", la pièce teatrale che evoca la vita dell'ex bomber della Nazionale svizzera Kubilay Türkyilmaz, attraverso un racconto ambientato nell'appartamento della famiglia del calciatore, nel quartiere delle Semine, proprio mentre a Euro '96 si sfidavano Inghilterra e Svizzera. Dopo essere approdato nei teatri a gennaio 2017, con 5 appuntamenti nella Capitale ticinese e uno al LAC di Lugano, lo spettacolo torna in scena al Teatro Sociale di Bellinzona questa sera 7 giugno alle 20.45.

Un'opera che ha saputo coinvolgere ed emozionare il pubblico, facendo registrare sold-out in tutte le date, e che verrà riproposta in replica straordinaria proprio pochi giorni prima dell'inizio dei Mondiali di calcio in Russia. Le protagoniste di "Kubi", diretto dai registi Flavio Stroppini e Monica De Bendictis, sono Amanda Sandrelli, nel ruolo di Necla, madre del calciatore ticinese di origine turca, Jasmin Mattei, nei panni di Camilla, sorella del centravanti, e le due amiche di famiglia interpretate da Tatiana Winteler e Silvia Pietta. Uno spettacolo in gran parte al femminile (la voce narrante è di Daniele Ornatelli) che racconta la voglia di riscatto di un campione partito "dal basso", facendo emergere importanti temi sociali, quali integrazione, disparità sociale e razzismo. Il tutto attraverso il filtro particolare di uno degli sport più amati al mondo: il calcio.

Abbiamo intervistato Kubilay Türkyilmaz per capire come sta vivendo questo incredibile nuovo successo, dopo il suo glorioso passato da calciatore.

Kubi, il tuo spettacolo torna in scena dopo i ripetuti sold-out dell'anno scorso. Ti aspettavi una risposta così positiva da parte del pubblico?

"No, sinceramente non me l'aspettavo. Già l'anno scorso sono rimasto molto sorpreso e felice nel vedere tutte le date di Bellinzona e Lugano piene di spettatori. La risposta da parte del pubblico è stata eccezionale e ora si torna in scena, a grande richiesta, nella mia Città, ma anche a Coira: l'opera è stata selezionata dal teatro locale e verrà proposta il prossimo 13 giugno".

Evidentemente è una pièce teatrale molto coinvolgente a livello emotivo. Quali sono i punti forti di quest'opera?

"Sicuramente le attrici e la regia. Sono stati capaci di toccare in modo perfetto i punti più sensibili e importanti della vicenda. Speravo che alcune tematiche emergessero e fossero recepite dal pubblico. Loro sono riusciti a farle uscire nella giusta maniera e a creare un ambiente davvero speciale. Le quattro protagoniste in scena sono state eccellenti e Amanda Sandrelli nel ruolo di mia madre è promossa a pieni voti".

Torni a Bellinzona davanti a quello che potremmo definire "il tuo pubblico". Che effetto fa?

"Sarò molto emozionato, come ogni volta che guardo lo spettacolo: sul palco c'è la mia famiglia e una parte molto intima della mia vita. Ho assistito a tutte le date ed è sempre commovente. È stata una mia scelta mostrare alle persone come nasce e da dove arriva il personaggio Kubi. Posso piacere o meno, ma in questo modo la gente capisce perché sono fatto così, nel bene e nel male". 

Quindi sei sempre in mezzo al pubblico mentre in scena "scorre" la tua vita?

"Esatto. Mi piace guardare le facce degli spettatori. Sui loro volti leggo le più disparate reazioni, dalla perplessità alla curiosità. Ma alla fine credo che in molti si riconoscano nei problemi e nelle difficoltà raccontate sul palco. Tutti abbiamo sofferto o passato dei brutti momenti: è proprio questo che coinvolge la gente".

24 maggio 2018 12:00
Michele Montanari


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