3/5

Un'avventurosa giovinezza stellare

"Solo: A Star Wars Story" ha lo spirito degli originali "Guerre Stellari"

Nonostante tutte le tribolazioni della lavorazione, con tanto di cambio di registi e acting coach per il protagonista, non soltanto Solo: A Star War Story diretto da Ron Howard fa tirare un bel sospiro di sollievo ai fan di Star Wars ma anzi li gratifica con un film divertente, spettacolare e ironico al punto giusto. Un film che rende piena giustizia a uno dei personaggi da sempre più amati di tutta la saga, Han Solo, alla cui giovinezza questo spin off è dedicato. Su una sceneggiatura che fila pulita (la firmano il veterano Lawrence Kasdan e suo figlio Jonathan) lo spirito è quello giusto, sintetizzato da Howard qualche settimana fa, alla presentazione mondiale all'ultimo festival di Cannes: «restare autonomi per non intaccare l'originale, ma catturarne il segreto che ha reso popolare e indimenticabile Star Wars».
Anche il giovane Solo interpretato da Alden Ehrenreich, 28.enne californiano, ha le caratteristiche che hanno reso memorabile quello storico. E se il confronto con Harrison Ford non può essere vinto da nessuno, la faccia da schiaffi di Ehrenreich e il suo sorriso smargiasso ne fanno un Solo più che credibile. Poi, il film è una avventurosa e spettacolare girandola di azione ed effetti speciali dove non manca quel «sense of wonder» tipico della saga fra mondi e creature, pianeti ghiacciati, desertici o bassifondi malfamati. Proprio da questi, sul pianeta Corellia parte la storia con il giovane Han e la sua regazzaQi'ra (Emilia Clarke, la madre dei draghi di Trono di Spade), criminaletti di bassa lega che sognano un futuro migliore. Da qui mille avventure con i due separati e Han che si arruola riluttante tra le fila del nascente Impero solo per disertare ed accodarsi alla gang di quello che diventerà il suo mentore, Beckett (il sempre grande Woody Harrelson), impegnato a cercare di rubare delle preziosissime scorte di carburante, con tanto di assalti al treno e fughe memorabili, fra predoni spaziali e spietati boss del crimine. In mezzo tanti incontri fondamentali. Prima fra tutti quello con il peloso Chewbecca (sotto la pelliccia c'è Joonas Suotamo), wookie schiavizzato dall'Impero che prima di diventare il migliore amico di Han quasi lo fa a pezzi in una delle scene più spassose. E poi Lando Carlissian (Donald Glover, anche lui perfetto), il primo padrone del Millennium Falcon, leggendarua nave che Han gli vincerà a carte. Fra i personaggi secondari alcuni si perdono, altri sono decisamente riusciti, come L3, droide «femminista» e attivista.Ritmo da western fantasy, battuta sempre pronta e riferimenti calzanti fanno la gioia di chi ha amato i primi Star Wars in uno spin off che è probabilmente il prodotto migliore della nuova nidiata di Guerre Stellari. Basta e avanza al fan per correre al cinema in meno di 12 parsec. Proprio come quella famosa rotta di Kessel che stavolta volta vediamo finalmente percorrere ad Han Solo.

  Il trailer

I particolari sul giornale
Edizione del 01 Giugno 2018 a pagina 31
01 giugno 2018 06:00
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