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Deadpool 2 più ironico e scorretto che mai

Ritorna l'ormai celebre supereroe Marvel

Sboccato, violento, moralmente «fantasioso» Wade Winston Wilson, meglio conosciuto come Deadpool, il «mercenario chiacchierone» della Marvel, è tornato. Parliamo del sequel delle sue avventure cinematogrfiche, non del caso che la scorsa settimana ha tenuto banco, con un ragazzo vestito di tutto punto col costume del supereroe, fermato a Lugano dalla polizia. Un vero «mutante del cinema-fumetto», capace di buttare giù la quarta parete e di rivolgersi direttamente agli spettatori; ma è anche una inesauribile enciclopedia di cultura pop e un anti eroe che ama il suo mestiere di killer di professione ed è letteralmente adorato dal pubblico (di giovani, ma soprattutto di «adulti pop») tanto che Deadpool 2 ha esordito in USA e all'estero, con incassi da record. Film d'azione, ma soprattutto di battute fulminanti, Deadpool 2 di David Leitch, come sanno ormai gli estimatori del primo film e del protagonista, richiede una notevole prontezza di riflessi per carpire immediatamente ironie, similitudini, immagini verbali e parodie prese da serial televisivi, o da albi a fumetti, o dall'universo cinematografico. Perché Wade-Deadpool mette al tappeto il cattivo di turno non solo con le sue spade, la pistola, un mattone, una sega elettrica, e quel che capita, ma è capace di finirlo con una battuta, magari quella pronunciata da Barbra Streisand nel serissimo Yentl. Interpretato da Ryan Reynolds, che grazie al mercenario si è ripreso con successo dal flop del film Lanterna Verde, Deadpool 2 inizia con Wade-Deadpool che tenta di mettere fine alla propria esistenza dando fuoco ai bidoni di benzina sui quali si è sdraiato. Una scena cruenta con un'esplosione e un falò che, se da un lato ci ricorda che il suo corpo, anche se smembrato, ha la capacità di rigenerarsi automaticamente, dall'altra è il prologo del film che ci racconta come, dopo alcune sue prodezze stile James Bond in cui ha fatto fuori un bel po' di gente, qualcuno dei suoi nemici sia riuscito a colpirlo al cuore separandolo tragicamente da Vanessa (Morena Baccarin), la sua donna, la sua anima gemella, anzi la sua famiglia. E così, nelle scene in cui si libera del costume rosso che lo avvolge dai piedi alla testa come un bozzolo, vediamo Reynolds-Wade Deadpool, con sorprendenti guizzi espressivi, passare dal dolore, alla satira, alla buffoneria e alla tragedia, mentre si esercita a dissacrare con la sua parlantina, in scene burlesche, i valori fondanti del cinema americano di azione: dal senso di colpa, alla punizione, alla vendetta, sino all'idea di famiglia. Scacciato dalle sue varie famiglie come il suo bar, gli X-Men, e persino la prigione, Deadpool decide di diventare il paladino di un pericoloso orfanello mutante, Russell (Julian Dennison), braccato dal soldato-cyborg Cable (Josh Brolin, il Thanos-cattivo di Avengers: Infinity War) che viene dal futuro per eliminarlo. Gags, ammiccamenti e colpi bassi si sprecano in un'abile mix di dramma e commedia. Tra le sequenze più divertenti c'è quella in cui Deadpool seleziona dei «fenomeni» o aspiranti tali, per formare una squadra, la X-Force, per liberare Russell; e quella in cui questo gruppo improbabile, entra disastrosamente in azione. Ma, a parte Domino (Zazie Beetz), l'unica efficace nuova recluta la cui arma segreta è la fortuna, alcuni personaggi del film sono appena abbozzati, o poco convincenti, forse perché Cable e soprattutto Wade- Deadpool, assorbono la maggior parte delle battute migliori e tutta l'energia degli sceneggiatori impegnati a escogitare come tenere in vita la loro star rendendola il più irriverente, sorprendente, funambolica e scorretta possibile.

  Il trailer

I particolari sul giornale
Edizione del 25 Maggio 2018 a pagina 29
25 maggio 2018 06:00
Max Armani


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